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Sette cose che (forse) non sapevi sulla stampa 3D

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La stampa 3D sta rivoluzionando il mondo della produzione. Ma cosa sono e di cosa sono fatti gli oggetti “stampati” in 3D, e in che modo tale processo potrebbe influenzare il modo in cui i produttori lavorano? Date un’occhiata a sette cose che probabilmente non sapeva di stampa 3D.

1. LA stampa 3D inizia con il laser

I primi tentativi di stampa 3D iniziarono intorno al 1980. Fu Charles Hull nel 1984 ad sperimentare la stereolitografia 3D: veniva posizionava una piastra perforata appena sotto la superficie di una vasca prina di fotopolimero liquido e un fascio di laser UV tracciava quindi la prima fetta dell’oggetto sulla superficie di questo liquido, causando l’indurimento di un sottilissimo strato di fotopolimero. Attraverso migliaia di passaggi era possibile costruire un oggetto di plastica.

2. Le stampanti 3D moderne funzionano come una stampante a getto d’inchiostro

L’evoluzione della stereolitografia si chiama estrusione. Con questo metodo, una stampante costruisce un oggetto attraverso l’uso di materia che fuoriesce da una testa meccanica provvista di piccoli ugelli, un po’ come accade proprio in una stampante a getto d’inchiostro che produce testo e grafica in  una pagina mediante l’estrusione dell’inchiostro sulla carta.

3. Qualsiasi cosa può essere stampata in 3D (persino il cioccolato!)

La moderna tecnologia consente di stampare in 3D su calcestruzzo, pietra sintetica, ceramica, cioccolato e persino formaggio. Alcune ricercatori stanno studiando metodi per stampare utilizzando dei metalli – acciaio inox o alluminio. In questo caso viene utilizzato un laser o un fascio di elettroni che permetta di incollare i diversi strati.

Al giorno d’oggi attraverso la stampa 3D è possibile di stampare qualsiasi cosa: dalle protesi per il corpo agli articoli per la casa. In un futuro non troppo lontano, gli studiosi credono sia possibile stampare organi e tessuti umani in 3D, e persino motori a reazione di prossima generazione.

4. La stampa 3D significa meno rifiuti in fase di produzione

In passato, per realizzare un oggetto bisognava perforare, tagliare, levigare o riempire con una certa quantità di materiale grezzo degli stampi preformati. La lavorazione del materiale, produceva una significava quantità di scarto che andava perso. Con la stampa 3D tutto ciò non succede perchè si tratta di un processo additivo: l’oggetto si crea dal materiale di base. Pensate un po’ alle implicazioni e ai vantaggi che ciò porterebbe ai produttori, che si vedrebbero in pratica quasi annullare la quantità dei rifiuti dovuti agli scarti di lavorazione.

5. I produttori rischiano meno con la stampa 3D

Con la stampa 3D, l’intera equazione di scala cambia. Invece di avere una macchina per ogni oggetto da costruire, attraverso una singola stampante 3D viene stampato ciò che il software dice di voler estrudere. In questo modo, non è necessario fare migliaia di copie per un singolo prodotto per sopperire e ammortizzare i costi dell’avvio dell’impianto. La produzione diventa più agile e meno rischiosa.

6. Ognuno ottiene ciò che vuole

Ecco alcuni esempi: un produttore di auto potrebbe creare dei componenti per un modello di nicchia senza dover produrre un volume sproporzionato di pezzi. Questo è solo uno degli esempi, ma è chiaro che al giorno d’oggi siamo più disposti a scegliere dei prodotti che rispecchiano il nostro gusto e i nostri interessi. Per questo motivo, sempre più aziende si stanno attrezzando e scelgono una produzione di prodotti personalizzati che possono essere, in taluni casi, co-creati di concerto  con il cliente finale.

7. La stampa 3D potrebbe essere un forte modello di business locale

Noah Lewis, Managing Director at GE Ventures, afferma che “I prossimi 10 anni si svilupperanno su azioni localizzate, compresa la produzione. Anche se questa tendenza non eliminerà del tutto la produzione così come lo conosciamo, ciò trasformerà profondamente i paradigmi di produzione e ci permetterà una ri-localizzazione selettiva e quindi di fabbricare il futuro “.

Tutto questo senza parlare di cosa accadrà quando la stampa 3D si diffonderà nelle nostre case. Un giorno, la domanda principale non sarà dove sono stati prodotti i nostri oggetti 3D; la questione sarà, in quale stanza della nostra casa abbiamo scaricato e creato le cose che desideriamo di più?

 


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