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Verificare l’esistenza di un URL con PHP

In questo articolo vedremo come controllare l’esistenza di un determinato URL utilizzando PHP. In parole povedere dobbiamo verificare se sul server esistono o meno i contenuti che stiamo richiedendo attraverso l’URL. Possiamo agevolmente verificare l’esistenza di URL in due modi:

  • il primo è la funzione get_header();
  • il secondo metodo è l’uso della libreria CURL.

Fondamentalmente bisogna verificare l’header HTTP dell’URL e sulla base di questo determinare se esiste oppure no. Il codice 200 rappresenta un URL funzionante mentre il codice 404 rappresenta la pagina non trovata, quindi un URL non funzionante o inesistente.

Metodo 1: Funzione get_headers()

Usando la funzione get_headers siamo in grado di ottenere le informazioni dell’Header HTTP dell’URL.

Nota: Se si imposta il secondo parametro della funzione get_headers() a true allora si otterrà il risultato in un array associativo.

Metodo 2: libreria cURL

Nota: Abbiamo usato CURLOPT_NOBODY per controllare solo per l’instestazione, il resto del contenuto non ci interessa.

Condividete le vostre opinioni / commenti / suggerimenti qui sotto.


Sette cose che (forse) non sapevi sulla stampa 3D

3d

 

La stampa 3D sta rivoluzionando il mondo della produzione. Ma cosa sono e di cosa sono fatti gli oggetti “stampati” in 3D, e in che modo tale processo potrebbe influenzare il modo in cui i produttori lavorano? Date un’occhiata a sette cose che probabilmente non sapeva di stampa 3D.

1. LA stampa 3D inizia con il laser

I primi tentativi di stampa 3D iniziarono intorno al 1980. Fu Charles Hull nel 1984 ad sperimentare la stereolitografia 3D: veniva posizionava una piastra perforata appena sotto la superficie di una vasca prina di fotopolimero liquido e un fascio di laser UV tracciava quindi la prima fetta dell’oggetto sulla superficie di questo liquido, causando l’indurimento di un sottilissimo strato di fotopolimero. Attraverso migliaia di passaggi era possibile costruire un oggetto di plastica.

2. Le stampanti 3D moderne funzionano come una stampante a getto d’inchiostro

L’evoluzione della stereolitografia si chiama estrusione. Con questo metodo, una stampante costruisce un oggetto attraverso l’uso di materia che fuoriesce da una testa meccanica provvista di piccoli ugelli, un po’ come accade proprio in una stampante a getto d’inchiostro che produce testo e grafica in  una pagina mediante l’estrusione dell’inchiostro sulla carta.

3. Qualsiasi cosa può essere stampata in 3D (persino il cioccolato!)

La moderna tecnologia consente di stampare in 3D su calcestruzzo, pietra sintetica, ceramica, cioccolato e persino formaggio. Alcune ricercatori stanno studiando metodi per stampare utilizzando dei metalli – acciaio inox o alluminio. In questo caso viene utilizzato un laser o un fascio di elettroni che permetta di incollare i diversi strati.

Al giorno d’oggi attraverso la stampa 3D è possibile di stampare qualsiasi cosa: dalle protesi per il corpo agli articoli per la casa. In un futuro non troppo lontano, gli studiosi credono sia possibile stampare organi e tessuti umani in 3D, e persino motori a reazione di prossima generazione.

4. La stampa 3D significa meno rifiuti in fase di produzione

In passato, per realizzare un oggetto bisognava perforare, tagliare, levigare o riempire con una certa quantità di materiale grezzo degli stampi preformati. La lavorazione del materiale, produceva una significava quantità di scarto che andava perso. Con la stampa 3D tutto ciò non succede perchè si tratta di un processo additivo: l’oggetto si crea dal materiale di base. Pensate un po’ alle implicazioni e ai vantaggi che ciò porterebbe ai produttori, che si vedrebbero in pratica quasi annullare la quantità dei rifiuti dovuti agli scarti di lavorazione.

5. I produttori rischiano meno con la stampa 3D

Con la stampa 3D, l’intera equazione di scala cambia. Invece di avere una macchina per ogni oggetto da costruire, attraverso una singola stampante 3D viene stampato ciò che il software dice di voler estrudere. In questo modo, non è necessario fare migliaia di copie per un singolo prodotto per sopperire e ammortizzare i costi dell’avvio dell’impianto. La produzione diventa più agile e meno rischiosa.

6. Ognuno ottiene ciò che vuole

Ecco alcuni esempi: un produttore di auto potrebbe creare dei componenti per un modello di nicchia senza dover produrre un volume sproporzionato di pezzi. Questo è solo uno degli esempi, ma è chiaro che al giorno d’oggi siamo più disposti a scegliere dei prodotti che rispecchiano il nostro gusto e i nostri interessi. Per questo motivo, sempre più aziende si stanno attrezzando e scelgono una produzione di prodotti personalizzati che possono essere, in taluni casi, co-creati di concerto  con il cliente finale.

7. La stampa 3D potrebbe essere un forte modello di business locale

Noah Lewis, Managing Director at GE Ventures, afferma che “I prossimi 10 anni si svilupperanno su azioni localizzate, compresa la produzione. Anche se questa tendenza non eliminerà del tutto la produzione così come lo conosciamo, ciò trasformerà profondamente i paradigmi di produzione e ci permetterà una ri-localizzazione selettiva e quindi di fabbricare il futuro “.

Tutto questo senza parlare di cosa accadrà quando la stampa 3D si diffonderà nelle nostre case. Un giorno, la domanda principale non sarà dove sono stati prodotti i nostri oggetti 3D; la questione sarà, in quale stanza della nostra casa abbiamo scaricato e creato le cose che desideriamo di più?

 


Output buffering con PHP e ob_flush()

L’output buffering è un’interessante caratteristica di PHP. Quando si esegue uno script PHP e si genera un contenuto di output (codice HTML con la funzione echo ad esempio), tale contenuto HTML viene trasferito dal server al browser. Ma cosa succede se si prova a generare dei contenuti di output mentre si esegue uno script?

Normalmente quando il server è impegnato in qualche operazione, l’output viene momentaneamente sospeso in attesa di terminare lo script. Il motore PHP memorizza gli eventuali contenuti di output in un buffer interno piuttosto che passarli subito al browser. Non appena termina l’esecuzione dello script PHP, il contenuto viene passato al browser e il buffer svuotato. A questo punto entra in gioco l’Output Buffering.

Abbiamo solo bisogno di chiamare una funzione PHP per avviare il buffering PHP. Date un’occhiata a questo blocco di codice:

Come inviare l’output buffer al browser?

Una volta che il buffer di output è stato avviato, nulla sarà visualizzato in output dal browser, a meno che non si utilizzi una specifica funzione oppure  termini l’esecuzione dello script.

Per inviare il contenuto del buffer al browser e quindi visualizzarlo, allora avete bisogno di usare questa funzione:


La funzione ob_flush() passerà il contenuto del buffer al browser, e lo script PHP continuerà a visualizzare il contenuto del buffer. Cosa bisogna fare se si desidera trasmettere il contenuto dell’output buffer al browser e fermare il riempimento del buffer?Avrete bisogno di questa funzione:

Come eliminare l’output buffer?

Se invece si desidera eliminare tutto il contenuto dal buffer allora avrete bisogno della seguente funzione:

Come ob_flush(), ob_clean() non interrompe il riempimento del buffer. Per eliminare il buffer e fermare il riempimento del buffer è necessario utilizzare la funzione:

Come controllare i contenuti all’interno dell’Output Buffer?

Abbiamo visto le funzioni per l’eliminazione e l’outputing del contenuto del buffer. Se invece si desidera solamente controllare il contenuto memorizzato nel buffer è possibile utilizzare questa funzione e una semplice variabile PHP:

Un piccolo esempio

Per vedere in azione meglio, vi consiglio di creare due file PHP e confrontare l’esecuzione dei due file. Date un’occhiata al blocco di codice qui sotto. Come potete vedere ho usato la funzione phpinfo() e subito dopo sleep(10), per “addormentare” lo script di 10 secondi. In questo caso non ho usato ob_start(). Quello che accade è che viene mostrato il contenuto di phpinfo, lo script si addormenta per 10 secondi e poi termina la sua esecuzione.


In quest’altro blocco di codice potete vedere la magia dell’output buffer. Ho usato ob_start() prima di chiamare sleep(10) e phpinfo(). In questo caso lo script attenderà 10 secondi prima di mostrare il contenuto di phpinfo, anche se sleep(10) è stato chiamato dopo phpinfo().

Vantaggi

Uno dei principali vantaggi dell’output buffering è il caching. E’ possibile memorizzare nella cache il contenuto (in realtà pagina intera rendering) con l’aiuto dell’output buffering. Proprio per spiegare come funziona. È possibile avviare il buffering e si può tamponare il contenuto intero e alla fine dello script prima eco l’uscita si avrà il contenuto della pagina intera, che è possibile memorizzare nella cache in qualsiasi modo si desidera.


Il virus a ultrasuoni esiste: al Fraunhofer ne hanno creato uno. Ruba informazioni anche senza connessione web

IL “FANTAVIRUS” di cui Repubblica aveva dato notizia qualche tempo fa sembra proprio non essere “fanta”: le informazioni sottratte illecitamente da malware e minacce informatiche possono diffondersi anche senza connessione alla Rete, attraverso gli ultrasuoni, proprio come ipotizzato dall’esperto di sicurezza Dragos Ruju. A certificarlo è il Fraunhofer Institute for Communication, Information Processing and Ergonomics, che ha sviluppato un prototipo di malware in grado dopo un’installazione per vie tradizionali, proprio di replicarsi attraverso il suono. Continue Reading


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