Etica della persuasione

Il primo maggio 2018 termina di esistere Cambridge Analytica. Il motivo è stato trattato per diverse settimane dai media nazionali e internazionali e il mondo è rimasto scioccato nell’apprendere che Cambridge Analytica ha usato impropriamente i dati di un innocuo quiz pubblicato su Facebook, per indirizzare il pubblico della piattaforma con pubblicità persuasiva: l’intento era di convincere loro a votare in un certo modo. Solo una parte dei dati è stata ottenuta con il consenso al trattamento dei dati; i dati sono stati memorizzati dal creatore dell’app e poi venduti a Cambridge Analytica in violazione dei termini di utilizzo. Questo è stato uno dei tanti esempi esistenti in rete per cui si applicano tecniche di persuasione in modo ingannevole, combinato all’uso non etico delle informazioni personali…

Ma d’altra parte chi non conosce Amazon o eBay? Non vi è mai capitato di entrare in Amazon e trovare in prima pagina gli oggetti del desiderio? Magari avete fatto una ricerca di prodotti qualche settimana addietro: Amazon conserva i vostri interessi (lo fa in maniera del tutto lecita e vi informa di ciò) e crea un profilo personalizzato in base alle vostre scelte. Un po’ come fa Facebook e i suoi annunci sponsorizzati: a quanti è capitato di trovare nello stream della propria pagina, degli annunci sponsorizzati di proprio interesse?

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L’albero decisionale nel machine learning

In un articolo precedente abbiamo introdotto il concetto di Machine learning e come l’apprendimento statistico possa identificare automaticamente delle strutture nei dati e quindi effettuare predizioni con elevata accuratezza. In questo articolo, usando dei dati che riportano specifiche informazioni, creeremo un modello di machine learning.

Oltre ad essere un elemento così importante per la sopravvivenza degli esseri umani, gli alberi hanno anche ispirato un’ampia varietà di algoritmi nel Machine Learning sia per la classificazione che per la regressione.  Gli alberi decisionali, come suggerisce il nome, sono alberi di decisioni. Continue Reading


Machine Learning

Machine Learning (o Apprendimento Automatico) rappresenta un insieme di metodi sviluppati a partire dagli ultimi decenni del XX secolo che porta i computer ad apprendere e agire come fanno gli umani, migliorare in modo autonomo il loro apprendimento nel tempo, “alimentandoli” con dati e informazioni sotto forma di osservazioni e interazioni reali.

Varie comunità scientifiche hanno utilizzato nel tempo diversi nomi quali statistica computazionale, riconoscimento di pattern, reti neurali artificiali, filtraggio adattivo, teoria dei sistemi dinamici, elaborazione delle immagini, data mining, algoritmi adattivi, ecc. Tutti sinonimi per indicare l’applicazione di metodi statistici al fine di migliorare progressivamente la performance di un algoritmo nell’identificare pattern nei dati. Continue Reading


Consigli spassionati sull’ambito della sicurezza informatica

Only the paranoid survive” – Andrew “Andy” Grove

Andy Grove è una delle figure più importanti di sempre per lo sviluppo dell’industria informatica. Crebbe nell’Ungheria comunista, da cui fuggì nel 1956, studiò ingegneria in America e alla fine guidò la rivoluzione dei personal computer come CEO di Intel. È morto nel marzo del 2016 nella Silicon Valley dopo una lunga battaglia con la malattia di Parkinson. Ma cosa c’entra con la sicurezza tutto questo? Beh, quando una delle persone più potenti del mondo ci incoraggia a essere paranoici, forse dovremmo ascoltarlo…

Persino il direttore dell’FBI  James Comey – lo stesso dirigente che ha pagato degli hacker un milione di dollari per sbloccare l’iPhone – sta incoraggiando tutti a coprire le loro webcam. Dopotutto negli uffici governativi americani è prassi consolidata utilizzare una cover per coprire la webcam. E se lo dice lui…

Di cosa ti devi preoccupare? Come ricorda il motto del programma di sorveglianza del Regno Unito, “Se non hai nulla da nascondere, non hai nulla da temere”. I cittadini rispettosi della legge, invece, hanno ragione di temere! Hanno tutti i motivi per proteggere i loro dispositivi, i loro file e le loro comunicazioni con i propri cari.

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La programmazione ad oggetti spiegata a mio figlio

Quali sono i principi fondamentali della programmazione orientata agli oggetti? È uno di quegli argomenti che viene chiesto così spesso che un informatico non può permettersi di non sapere. Come le classiche domande banali in un colloquio, anche questa serve principalmente a scoprire il grado di preparazione di un candidato o il livello di comprensione di un argomento.

Ma torniamo a noi… Quattro principi basilari: incapsulamento, astrazione, eredità e polimorfismo.

Queste parole possono sembrare spaventose per uno sviluppatore junior. E le complesse spiegazioni eccessivamente lunghe di Wikipedia a volte non aiutano ma raddoppiano la confusione. Per questo motivo, questo articolo è dedicato ad una spiegazione semplice, breve e chiara per ciascuno dei 4 concetti, come se davanti a me ci fosse mio figlio. Continue Reading


Come costruire un motore di ricerca basato su MySQL

Nei siti web content-heavy (con molti contenuti), è importante dare la possibilità di poter effettuare ricerche in grado di aiutare gli utenti a trovare esattamente ciò che stanno cercando. La soluzione più ovvia è la ricerca diretta all’interno delle tabelle del database MySQL. Tuttavia, l’implementazione di una ricerca MySQL generica non è affatto banale. Ecco come evitare insidie ​​e creare un motore di ricerca robusto basato su MySQL.

MySQL è un database relazionale, non un motore di ricerca. Sebbene fornisca alcuni strumenti per cercare all’interno delle tabelle, è meglio integrare un vero motore di ricerca se stai cercando una soluzione a tutti gli effetti. Alcuni dei più popolari motori di ricerca (open source) sono:

Le opzioni di cui sopra sono sicuramente di gran lunga superiori, tuttavia potrebbe avere senso costruire un motore di ricerca basato solo su MySQL, magari per evitare l’installazione e la manutenzione di software aggiuntivo o perchè il nostro hosting ha risorse limitate. Continue Reading



React, da dove iniziare?

Nel precedente articolo, ho parlato di DOM e Virtual DOM e di quali potenzialità quest’ultimo offre agli sviluppatori per creare interfacce dinamiche performanti e veloci. Tutto questo può avvenire grazie alla libreria React.

In questo articolo, proverò a spiegarti i concetti fondamentali di React attraverso un esempio step-by-step su come creare una semplice app. Si presuppone che tu abbia già conoscenza del linguaggio Javascript e che abbia installato l’ambiente NodeJs. Continue Reading


Una panoramica su React

React è una potente libreria Javascript per creare applicazioni dinamiche e interattive efficienti. In questo articolo vedremo una breve panoramica di ciò che può fare React, partendo da un esempio costruito da zero, senza utilizzare strumenti o ide particolari, ma solo un semplice notepad.

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React, DOM e DOM Virtuale: quali differenze?

Prima di parlare di DOM Virtuale e React, cerchiamo di fissare un paio di concetti: DOM sta per Document Object Model ed è un’astrazione di un testo strutturato.

Per gli sviluppatori web, questo testo è una semplice pagina HTML, e il DOM è semplicemente chiamato DOM HTML. Gli elementi di HTML diventano nodi nel DOM.

Quindi, mentre l’HTML è un testo, il DOM è una rappresentazione in memoria di questo testo. Potremmo confrontarlo alla stregua di un processo informatico, che si tratta di un’istanza di un programma. Possiamo avere più processi dello stesso programma, cosi come possiamo avere più DOM dello stesso codice HTML (ad esempio la stessa pagina caricata su molte schede). Continue Reading


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